giovedì 5 novembre 2015

Il Colore



Il colore è luce, senza luce infatti non siamo in grado di vedere ed è solamente grazie ad essa che è possibile distinguere i colori. La luce appare bianca, ma in realtà è formata da onde di diversa lunghezza, a ciascuna delle quali corrisponde un colore. La natura della luce visibile è riconoscibile nel fenomeno dell’arcobaleno, è possibile ricreare tale condizione con un prisma di cristallo, attraversato da un fascio di luce bianca, infatti, produrrà un fascio di luce composto dai colori dello spettro, rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto.






Colori primari, secondari e complementari

I colori primari sono: giallo, azzurro cyan, rosso magenta
sono chiamati primari perché non possono essere ottenuti dalla mescolanza di altri colori; se mescolati fra loro in parti uguali i colori primari formano un grigio scuro, quasi nero.
Mescolando i colori primari a due a due si ottengono tre colori secondari: il giallo con l’azzurro cyan dà il verde, il giallo col rosso magenta dà l’arancione, l’azzurro cyan con il rosso magenta dà il viola.
Se disponiamo il rosso magenta accanto al verde, l’azzurro cyan accanto all’arancione, e il giallo vicino al viola, otteniamo tre coppie di colori detti colori complementari. In ogni coppia di colori complementari ciascun colore ha bisogno dell’altro per ricostruire la terna dei colori primari.
Combinando i colori complementari di ogni coppia si ottengono dei toni di grigi colorati. I grigi colorati sono colori opachi.
Mescolando fra loro in parti uguali due colori secondari si ottengono le terre. Combinando l’arancione con il verde si ottiene il giallo ocra, mischiando il verde con il viola si crea il verde oliva, unendo il viola con l’arancione si produce il bruno. Questi colori sono opachi e molto coprenti.
Il bianco e il nero sono considerati acromatici, in quanto somma e mancanza di tutte le radiazioni luminose. Nell’uso pratico il bianco e il nero sono definiti colori neutri. Se accostati producono un forte contrasto, se mescolati producono invece il grigio, che rappresenta il colore neutro per eccellenza.







Gradazioni e Sfumature


Quando un colore viene mescolato con quantità variabili di un altro colore si ottiene una gradazione.
Se uniamo una tinta base con il bianco o il nero otteniamo un colore più chiaro o più scuro dell’originale; ampliando il numero di passaggi dal chiaro allo scuro otterremo diverse variazioni del medesimo colore, tali variazioni costituiscono una gradazione tonale.
La gradazione cromatica si ottiene combinando un colore primario con uno secondario, ad esempio variando più volte la quantità di giallo e arancione si ottiene un effetto di gradazione che va dal giallo all’arancione, se il passaggio da un colore ad un altro è così graduale da rendere pressoché impercettibile il confine fra i vari passaggi, si è in presenza di una sfumatura.

Colori caldi e colori freddi


I colori che in genere si accompagnano alla sensazione di calore sono detti colori caldi, sono il rosso, il giallo, l’arancione. Questi colori infatti richiamano alla mente l’idea dell’estate, del fuoco, del sole.
Sono considerati colori freddi il blu, il blu-verde e il verde, perché associati all’idea dell’acqua, del mare, dell’erba e di conseguenza a sensazioni che richiamano un senso di fresco.
I colori caldi appaiono all’osservatore “più vicini”, questi colori sembrano emergere con maggiore evidenza rispetto ai colori freddi.
Uno stesso colore appare diverso al variare del colore dello sfondo, inotre tutti i colori appaiono più caldi o più freddi se sono accostati ad altri colori caldi o freddi.

Armonia e Contrasto


Le tonalità sono piccole variazioni di uno stesso colore di base con una piccola quantità di un colore diverso.
Se utilizziamo tonalità di un solo colore otteniamo una composizione monocroma, mentre se usiamo più tonalità di colori diversi otteniamo una composizione policroma.
Se tutti i colori utilizzati nella realizzazione di un dipinto sono composti utilizzando pigmenti in comune, l’effetto finale sarà quella di un’armonia di fondo.
Per ottenere un contrasto visivo occorre accostare colori chiari e scuri, oppure avvicinare i colori complementari o i colori caldi a quelli freddi. Maggiore è la differenza cromatica e maggiore sarà il contrasto che è possibile ottenere.











ESERCIZI PROPOSTI:

SFUMATURE CON I PASTELLI
Dopo aver disegnato un intreccio di linee a piacere colora gli spazi ottenuti con i pastelli
  • mescola colori diversi sovrapponendo delicatamente uno strato di colore sull’altro
  • ottieni tonalità più scure con una pressione maggiore e cambiando la pressione ottenere tonalità sempre più chiare (puoi fare la stessa operazione con uno o due colori contemporaneamente)


giovedì 22 ottobre 2015

IMPRESSIONISMO

Claude Monet, Impression, soleil levant, 1872, olio su tela, 48x63 Parigi, Museo Marmottan

Negli ultimi decenni dell'Ottocento, la rivoluzione industriale cambia radicalmente il volto dell'Europa.
Si guarda con ottimismo al futuro e si ripone grande fiducia nel progresso tecnologico e scientifico.
Quel periodo viene chiamato Bella Epoque e Parigi diventa la città più importante d'Europa.
L'artista non ha più dei committenti ( principi, governanti, ordini religiosi...) che gli commissionano dei lavori, ma esprime ciò che gli suggeriscono la sua sensibilità e i suoi interessi. Si fa conoscere attraverso le mostre e i mercanti d'arte e cerca di vendere le proprie opere.
Nel 1874 nell'atelier del fotografo Felix Nadar vengono esposte per la prima volta le prime opere impressioniste. I soggetti fanno parte della vita quotidiana e sono eseguiti all'aperto (en plein air).
I critici dell'epoca, ancora legati ai canoni della pittura tradizionale, definiscono spregiativamente questi artisti "impressionisti", termine che rimane poi per designare questa corrente.
In quel periodo si diffonde in Europa la fotografia che con la sua capacità di fermare l'immagine, come gli impressionisti fanno con i dipinti, coglie la realtà con immediatezza.

IMPRESSIONISMO  Caratteri stilistici:
·         Si coglie la prima impressione tralasciando i dettagli dell’immagine
·         Si dipinge all’aperto: en plein air
·         Colori stesi puri, accostati non mescolati
·         Movimento di breve durata, ma fondamentale per l’arte moderna
·         Un’arte che testimonia l’attualità del proprio tempo

Claude Monet

Nel 1874 è protagonista della prima mostra degli impressionisti col suo dipinto Impression, soleil levant.
Monet si può definire il padre dell'Impressionismo, infatti, mentre i suoi compagni dopo qualche tempo cercheranno nuovi modi di esprimersi, lui proseguirà incessantemente nel tentativo di cogliere la continua novità portata dalle variazioni di luce per tradurla sulla tela sotto forma di colore.
Qui il pittore cerca di fissare sulla tela la mutevolezza dei colori del grande bacino d'acqua che riflette le luci del cielo, le bianche vele e il variare di colori della vegetazione della sponda opposta.
Un forte vento muove le nuvole e il foulard, gonfia l'ombrellino, scuote la vegetazione. Questo è l'attimo che il pittore rappresenta sulla tela. Osserviamo la delicata variazione del colore dell'abito e del volto della ragazza.
Due coppie di madri con figli, una in primo piano, l'altra sullo sfondo, sono immerse in un campo di papaveri in una calda giornata estiva. la loro posizione crea una diagonale con una prevalenza del rosso dei papaveri a sinistra e del verde dell'erba accarezzata dal vento. In primo piano i fiori e l'erba sono dipinti con pennellate molto visibili che sottolineano il movimento naturale creato appunto dal vento.
Tralasciando l'orizzonte e il cielo, Monet concentra il punto di vista su una piccola porzione dello stagno nel tentativo di descrivere le vibrazioni di luce sull'acqua. La pennellata diventa totalmente libera, distaccata da ogni descrizione per dare importanza unicamente al colore. Le ninfee sembrano danzare sullo specchio d'acqua in una sinfonia di luci e di colori. Le pennellate lievi e filamentose creano un'armonia indefinita e misteriosa che rende quasi irriconoscibile il soggetto, arrivando alle soglie della pittura astratta.


La serie della Cattedrale di Rouen di Claude Monet
Tra il 1892 e il 1894 Monet dipinge una serie di cinquanta vedute della Cattedrale di Rouen, alla ricerca di una luminosità sempre più intensa e variabile, con l’intento di far prevalere l’emozione visiva, che al variare delle ore della giornata e delle stagioni, si trasforma in luce-colore. Per la prima volta nella storia della pittura un artista è riuscito a rappresentare la quarta dimensione: il tempo.

Per approfondire: esegui una ricerca di altre immagini della Cattedrale di Rouen eseguite da Monet e confrontane due o  tre, mettendo per scritto analogie e differenze.

Edgar Degas

Edgar Degas, come molti pittori dell'epoca, frequenta il Museo del Louvre dove ha occasione di studiare i grandi maestri del passato, grazie ai quali sviluppa una forte sensibilità per la proporzione e l'armonia delle forme. Nel 1874 partecipa alla prima esposizione impressionista nello studio di Nadar, con gli impressionisti affina la capacità di cogliere l'attimo fuggevole e il variare della luce. Condivide con loro il gusto di rappresentare la vita moderna, servendosi anche dell'inquadratura di tipo fotografico. In genere è poco attratto, però, dal mondo naturale poichè preferisce lavorare in studio, i suoi soggetti preferiti sono le figure umane ed in particolare le ballerine.


Edgar Degas, L’assenzio, 1873, olio su tela, Parigi, Musée d’Orsay

Degas rappresenta in un caffè, una donna e un uomo che stanno seduti una a fianco dell’altro, ognuno dei due è chiuso in un isolamento silenzioso, con uno sguardo vuoto e assente, i lineamenti disfatti, l’aria oppressa. L’opera può essere vista come una denuncia al consumo dell’assenzio, (forte bevanda alcolica che per la sua pericolosità verrà messa al bando) ma anche per sottolineare l’esistenza di una società economicamente meno fortunata che vive emarginata dai fasti della Parigi dell’epoca. Anche la scelta dell’inquadratura ,che sembra un’istantanea scattata dal vivo da un tavolo vicino, rende l’idea di una coppia triste, senza speranze, che non comunica più nemmeno col mondo che li circonda.

Pierre-Auguste Renoir

 Pierre Auguste Renoir si forma inizialmente come pittore di porcellane a Parigi. Si iscrive alla Scuola di Belle arti e conosce Claude Monet, con lui sperimenta la pittura all'aria aperta e nel 1874 partecipa alla prima mostra impressionista. Renoir in breve tempo si afferma come pittore della buona società parigina.
Il suo stile rispecchia la serenità che sempre accompagnerà la sua vita: paesaggi solari, momenti di festa, e di incontro, bellissimi volti femminili dipinti con pennellate vaporose e fluide,  tutti i suoi dipinti sono ricchi di vibrazioni luminose. L'artista utilizza una pennellata che impasta il colore creando continue variazioni, interpretando in modo più poetico che realistico ciò che osserva in natura





Pierre-Auguste Renoir, Ballo al Moulin de la Galette, olio su tela, Parigi, Musée d’Orsay

L’opera ritrae un ballo popolare all’aperto, in un luogo che altro non è che un vecchio mulino abbandonato. Il nome del locale fa riferimento ai dolci che venivano offerti come consumazione, compresi nel prezzo del biglietto per l’entrata. Si osservano persone che chiacchierano piacevolmente e altre che ballano. Gli eleganti abiti sono quelli tipici del tempo.
Sembra che la luce del sole illumini i personaggi attraverso le fronde degli alberi che riconoscono in alto e si sviluppano per tutta la larghezza del dipinto. Sebbene non vi sia un soggetto principale, ciascun personaggio appartiene ad un gruppo ben definito di persone: chi balla, chi chiacchiera, o chi semplicemente guarda.
Il colore steso con rapide pennellate, chiare o scure, alternando toni caldi e freddi, crea luci e ombre e un senso di movimento.
I sorridenti personaggi rallegrano la scena che sembra espandersi anche al di fuori della stessa cornice, grazie al movimento che domina il dipinto e alla diagonale tracciata dalla panchina su cui sono allineati i personaggi in basso a destra.