lunedì 13 maggio 2019

Le mani giganti di Lorenzo Quinn a Venezia

L’artista ha dichiarato: “Venezia è una città patrimonio dell’umanità ed è la città dei ponti. È il luogo ideale per diffondere un messaggio di pace e unità mondiale in modo che molti di noi in tutto il mondo costruiscano ponti con gli altri anziché muri e barriere. Ogni coppia di mani della scultura celebra uno dei sei valori umani universali: l’amicizia, per costruire insieme il futuro; la saggezza, per prendere decisioni reciprocamente vantaggiose; l’aiuto, per cementare relazioni durature; la fede, per confidare nel proprio cuore e nell’autostima; la speranza, per perseverare in sforzi degni di successo; e l’amore, lo scopo fondamentale di tutto“.







Quinn – nato a Roma e figlio dell’attore premio Oscar Anthony Quinn – è un habitué di Venezia. La sua scultura di mani colossali che reggevano un albergo sul Canal Grande è stata l’opera d’arte più fotografata del 2017. L’installazione attirò l’attenzione globale sul delicato ruolo degli esseri umani, in cui le mani sono gli strumenti che possono distruggere il mondo ma che hanno anche la capacità di salvarlo dalla minaccia del cambiamento climatico.



L'Esposizione Internazionale d'Arte, la "grande madre" di tutte le Biennali, viene istituita nel 1895 e da subito ottiene un ruolo di primissimo piano tra le rassegne d'arte di respiro internazionale, prestigio che si mantiene inalterato anche ai giorni nostri per la capacità della Biennale Arte di precorrere le nuove tendenze dell'arte e, allo stesso tempo, di proporre secondo rinnovate prospettive opere e autori di ogni epoca. Innumerevoli sono i Maestri che sono stati invitati a presentare le loro opere all'Esposizione Internazionale d'Arte, così come gli importanti teorici e storici dell'arte che ne hanno curato le Mostre principali e i Padiglioni Nazionali: un lunghissimo elenco di figure centrali della storia dell'arte del Novecento che hanno contribuito a generare e sviluppare il "pluralismo di voci" che caratterizza La Biennale di Venezia fin dalla sua nascita.

lunedì 17 settembre 2018

Vedere, Guardare, Osservare

Parole diverse con significati specifici:

  • Vedere: percepire con gli occhi
  • Guardare: soffermare lo sguardo su qualcosa
  • Osservare: considerare con attenzione per comprendere
Proposta di lavoro
Osservazione di un semplice elemento della natura:

la foglia




 Non bisogna fermarsi alla prima apparenza, l'osservazione richiede attenzione e riflessione su tutti gli aspetti visivi, dati che chiamiamo "codici del linguaggio visuale"
linea, segno, superficie, forma, colore composizione luce e ombra, spazio.


qui sono evidenziate la forma, la struttura e la linea





definizione della foglia rispetto alla linea di contorno
definizione della foglia rispetto alle venature
definizione della foglia rispetto alla forma

Varietà di colori



 La foglia interpretata dagli artisti


Caravaggio
Paul Klee
Renè Magritte

La foglia interpretata dagli alunni

per mettere in risalto la forma
frottage per evidenziare la struttura















sabato 10 marzo 2018

La Pittura nel Gotico e Giotto

Nei secoli XIII e XIV si verifica un importante cambiamento nell'arte figurativa, la rappresentazione simbolica dei secoli predenti lascia spazio ad una più naturalistica, le figure acquistano il senso del volume ed un maggiore realismo
Attraverso l'affresco e alla pittura su tavola la narrazione di storie sacre raggiunge livelli di altissima esecuzione. Nelle pale dipinte e nei cicli di affreschi, i pittori danno volume ai corpi di Santi e personaggi biblici accentuando la loro forza espressiva e la loro umanità. Cambia anche il modo di rappresentare lo spazio, le scene dipinte si arricchiscono di architetture raffigurate con semplici assonometrie. Si utilizzano colori più accesi che mettono in evidenza volumi e movimenti nonostante lo sfondo rimanga, in genere, color oro.
La tradizione delle croci e tavole dipinte continua ad affermarsi in tutta Italia. La rappresentazione della Madonna in trono fra angeli e santi, detta "Maestà" diviene ricca e complessa, la tavola è suddivisa in scomparti che ripetono gli schemi delle facciate e delle finestre gotiche. Tale composizione se divisa in tre scomparti viene definita trittico, polittico, se divisa in numero maggiore di tre.
La pittura gotica raggiunge livelli espressivi elevatissimi in Toscana, in modo particolare a Siena e a Firenze
A Siena operano i pittori: Simone Martini, Duccio di Buoninsegna, Pietro e Ambrogio Lorenzetti, la loro pittura si distingue per la ricerca minuziosa dei particolari, per la raffinatezza della decorazione e per l’uso di una linea fluida che disegna le figure.
A Firenze le figure evidenziano un più deciso senso del volume e un’ampia spazialità, fattori che contribuiscono a rendere più verosimili le immagini di uomini e cose. A Firenze, fra gli altri operano Cimabue e Giotto; il primo introduce nelle sue opere un nuovo senso di umanità, dolcezza materna nelle sue Madonne, senso del tragico e del dolore sui volti di Cristo in croce.

Simone Martini, Annunciazione, tempera su tavola, 1333, Firenze, Galleria degli Uffizi

In quest’opera la composizione è basata su due movimenti contrapposti: uno dell’Angelo verso Maria, l’altro di Maria che si ritrae di fronte al messaggio ricevuto. La linea ha movimento continuo ed elegante, i colori significato simbolico, il rosso indica regalità e il blu spiritualità, l’oro esprime il carattere soprannaturale dell’evento.

Cimabue, Cristo crocifisso,1270 ca. tempera su tavola, Arezzo

Nel 1200 si diffonde il tema del Cristo Patiens, Cristo da uomo muore sulla croce. La testa reclinata sulla spalla, gli occhi chiusi, l’espressione sofferente, raffigurano il dolore e la morte . Il corpo arcuato rende più umana e flessuosa la figura, contrapponendosi alla rigidità della croce.


Duccio, Maestà di Santa Maria Novella, 1285 ca. tempera su tavola, Firenze

Duccio accentua la sproporzione fra gli angeli e la Madonna il cui volto ci appare ancora vagamente enigmatico, come nelle pitture bizantine.nei tondi della cornice Duccio ha dipinto trenta santi e profeti a mezzo busto che sembrano veri e propri ritratti.

Cimabue, Maestà di Santa Trinità, 1280-1290 tempera su tavola Firenze, Galleria degli Uffizi

Le grandi pale medievali a cuspide che misuravano altre tre metri di altezza, raffiguranti la Maestà, dovevano essere visibili nelle chiese al maggior numero possibile di fedeli, illuminate solamente dalla luce delle candele, la grande sproporzione fra la figura degli Angeli e quella di Maria, forse si deve anche a questo motivo. In questa grande pala la Madonna è ritratta frontalmente ma in postura leggermente asimmetrica, presenta tratti umani e non divinizzati. La figura è plastica e non più bidimensionale, pur usando il fondo oro come nella pittura bizantina. Il trono si presenta come una struttura architettonica costruita nello spazio secondo nuovi principi. In questa stravagante struttura architettonica otto angeli attorniano la Madonna, mentre in basso i profeti preannunciano la venuta del Salvatore.

Giotto, Madonna di Ognissanti, 1310 ca. tempera su tavola, Firenze, Galleria degli Uffizi

Nella Maestà Giotto conferma la sua propensione a rappresentare uno spazio quanto più realistico. Il trono è un’edicola aperta su due lati, una struttura architettonica tridimensionale che sembra venirci incontro emergendo dallo sfondo che non è più un tradizionale e piatto fondo oro. Questa è “la scatola prospettica” del grande artista. Giotto fa emergere i corpi degli angeli grazie ad una resa dei corpi molto plastica, solida, che rende le figure simili a sculture. 

Giotto


Giotto, Il compianto sul Cristo morto, 1303-1304, Padova, cappella degli Scrovegni

In questa scena Giotto conferma il suo talento nel rappresentare i sentimenti e le emozioni dei personaggi, le sue figure sono uomini e donne realistici e il loro dolore per la morte di Gesù è dolore vero che l’artista ha saputo rendere con un’intensità tale da commuoverci anche a secoli di distanza.